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L’Europa finalmente sembra aver capito che deve essere unita anche nei controlli sui trasporti

La notizia è recentissima: nove Paesi europei (Italia Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Norvegia e Svezia) hanno sottoscritto un documento per garantire maggiori e soprattutto migliori dei controlli nel trasporto su strada, con particolare attenzione al cabotaggio, per combattere così il dumping sociale. Un documento, chiamato Road Alliance, che sembra raccogliere le numerosissime, e purtroppo assai meno recenti, istanze presentate sia a livello europeo sia nazionale da  Conftrasporto che si era fatta interprete della necessità di intervenire in modo chiaro ed efficace sui temi della concorrenza sleale che altri operatori europei attuano nei confronti delle imprese italiane, in particolare nei rapporti di lavoro. 

Se qualcuno fosse incredulo vada a consultare i documenti che Confcommercio – Conftrasporto presentò nel primo convegno sui trasporti e la logistica cinque anni or sono. Troverà scritto che nell’occasione i rappresentanti della federazione proposero di dar vita a un contratto europeo per i lavoratori mobili, così come avviene nel settore marittimo. Il tempo e le evoluzioni hanno fatto emergere quanto fosse adeguata la proposta di Conftrasporto. In questi anni, per fronteggiare una situazione che l’Europa unita non ha saputo o voluto contrastare, diversi Paesi della zona euro hanno autonomamente introdotto normative idonee per limitare forme di dumping sociale e sul cabotaggio abusivo. Ora il vecchio continente sembra aver finalmente capito che occorrono regole uguali per tutti e che bisogna fare immediatamente e senza perdere altro preziosissimo tempo ciò che Conftrasporto ha ribadito anche nel corso di diversi incontri in sede comunitaria, ultimo in ordine di tempo quello con la commissaria per i Trasporti europei Violeta Bulc e con il direttore della DG Move, la diregione generale per la mobilità e i trasporti, Alfred Matthias Ruete: giungere all’apertura delle operazioni di cabotaggio ma solo dopo che regole e costi omogenei saranno stati definiti e resi obbligatori per tutti i Paesi parte del medesimo mercato. Nell’ultimo Forum internazionale di Cernobbio il ministro Graziano Delrio ha annunciato la propria condivisione nel voler ricercare soluzioni omogenee a livello comunitario. La sottoscrizione del documento sottoscritto a Parigi il 31 gennaio  per un'”alleanza per l’autotrasporto” è la concretizzazione di quell’impegno. Simona Vicari, sottosegretaria con delega, ha ribadito l’importanza di aver raggiunto una posizione comune utile per le imprese nazionali immediatamente dopo la sigla del documento che in un passaggio afferma come “solo se l’armonizzazione riferita al trasporto stradale sarà attuata nella pratica, qualunque discussione riguardo l’ulteriore liberalizzazione del mercato del trasporto stradale potrà essere prevista”. Esattamente quanto riportato nel documento che la Conftrasporto nel 2012 propose nel convegno intitolato “Sciogliere i nodi per competere”. Ora non resta che essere fedeli a questo principio. 

Paolo Uggé, presidente Fai Conftrasporto e vicepresidente Confcommercio